Anche se spegnete il televisore, le tragedie non si spengono.

Quando ero piccolo, mia madre mi ripeteva ogni giorno che saremmo dovuti partire.Ogni giorno, che ci fosse come sempre il sole o anche quando raramente pioveva, mia madre me lo ripeteva.

Non diceva mai chi, non diceva mai quando: diceva semplicemente: “Abu, dovremo partire.”

Non era triste quando diceva quella frase: la pronunciava con semplicità, come qualcosa che sarebbe dovuto succedere, naturalmente, come se fosse scritto nella storia della nostra famiglia…nella storia del villaggio.

Anche i miei fratelli ne erano al corrente, sia i grandi che i piccoli ma nessuno sembrava badarci.

Solo mio padre, quelle rare volte che tornava, stanco e sporco, sembrava interessarsi all’argomento ma unicamente per far segno a mia madre di tacere.

Le giornate passavano lente in Africa, seguendo il corso del sole, ricche di polvere, mosche e risate.

Per un bambino di 9 anni, del resto, cos’altro c’è da fare?

Solo andare a scuola e giocare…e fare 5 km a piedi per andare al pozzo a prendere l’acqua.

E poi, invece, una mattina di ottobre, è venuto lo zio Samir, ha parlato con la mamma, e noi siamo partiti davvero.

Ma io non volevo ed allora ho pianto perché non era giusto lasciare tutto lì e andarsene!

Anche se lo sapevo, anche se la mamma ce l’aveva detto da sempre, a me non piaceva lasciare il villaggio ed i miei amici e quella bambina che ogni volta che andavo al pozzo, mi sorrideva sempre!

Non era giusto…ed ho odiato la mamma!

E l’ho odiata per tutti i km a piedi che ci ha fatto fare perché io ero stanco!

E l’ho odiata per tutte le ore che ci ha fatto aspettare sotto il sole, nel porto, perché io avevo sete!

E l’ho odiata per tutta l’acqua di mare in quella barca piccola, vecchia e che puzzava di benzina e sudore perché io avevo fame!

E l’ho odiata per tutte le persone che ora mi parlano e io non capisco nulla e non conosco nessuno perché lei è morta, affogata ed io sono solo e l’unica cosa che vorrei è rivedere quella bambina che mi sorrideva quando andavo a prendere l’acqua al pozzo e giocarci insieme…

…Semplicemente.

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