Feste, festine e malotempo!

Piuttosto che andare ad una festa di bambini, preferire rimanere chiuso in ascensore con un claustrofobico ma stavolta mia moglie è stata perentoria: “Cialtrone: qui si fa la festa o si muore!”

Obbedisco!

E così eccomi catapultato-ahimè-nel fantasmagorico mondo delle feste per bambini del 21 secolo!

Ai miei tempi radunavi 5/6 compagnetti, tutti rigorosamente maschi, li univi al crogiolo di cugini, aggiungevi un po’ di patatine e di quelle bibite che poi (solo molti anni dopo) abbiamo saputo essere letali, li infilavi in una stanza 3×3, mescolavi il tutto ed avevi ottenuto la più bella festa dei 7 anni che potevo immaginare!

Oggi no.

Oggi ci vuole la ludoteca: questo posto enorme in cui ci sono 50/60 bambini urlanti di 4/5 feste in contemporanea che se non stai attento, molto attento, rischi di andarci con un figlio e tornare a casa con tre gemelli: “..e voi chi cazzo siete?!?”

I panini con il salame non ci sono più: ora c’è il vegan-burger…e poi dicono che i bambini sono depressi già a questa età!

Ma soprattuto, non c’è più l’autogestione!

Ai miei tempi ci lasciavano liberi di giocare per tutta la casa, di rincorrerci, di lanciarci le cose, di annoiarci…ora no: ci sono le animatrici!

Che già solo il nome mi evoca incubi da gioco aperitivo ma per di più, queste sono travestite!

Gufetta, Gattoboy, Winks, Masha…ed i miei eroi?!? topolino è pensionato, Paperino alcolizzato in casa di recupero e Minnie fa la vita in una bettola di Miami!

L’unica cosa buona di queste feste è che sembra che i bimbi tornino felici quindi, cari genitori, potete spendere i vostri 2-300 euro tranquillamente.

Diversamente da quei bimbi che, invece, tornando dell’asilo erano silenziosi, aggressivi o inappetenti… che tu dici: “cazzo, avrà mangiato un veganburger?!?”

Ed invece è colpa delle maestre anzi, scusate, delle aguzzine che piuttosto di fare il proprio nobile lavoro, pensano a tutt’altro: invece di insegnare a quei piccoli cuccioli l’amore, la pazienza e la voglia di imparare li educano alla violenza, alla sopraffazione, alla vergogna.

La legge farà il suo dovere ma, scusatemi, io prima le torturerei un po’…come?…veganburger!

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(Sottotitolo: osserviamo i segnali che i nostri figli ci mandano per evitare di arrivare troppo tardi!)

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