Nevica

Nevica

e all’improvviso le teste si alzano a fissare quel bianco così innaturale qui

e le bocche si spalancano ad accoglier quelle inconsistenti freddezze,

come i cancelli di questo posto i vagoni pieni anch’essi, di freddo e paura.

Nevica

e la neve fa riemergere quelle stesse sensazioni che pensavamo di non aver più,

sotterrate da stati di carbone e rancore,

impegnati ogni giorno a viver come topi, rosicchiandoci l’un l’altro pezzi di dignità.

Nevica

e lo ricordi bene quel freddo, sulle gote e nei piedi, che dopo ore di lazzi e capriole diventavan gelidi come ora i nostri, rotti e inutili, che vorremmo non aver per non dover ogni giorno camminare su questa terra intrisa del sangue della nostra umanità.

Nevica

ed il bianco non purifica certo i nostri pensieri di peccatori

assassini

ladri

bugiardi

costretti a contenderci un osso come cani rognosi, mentre i nostri aguzzini ridono lasciandoci l’onere di ammazzarci da soli.

Nevica

e penso ad Auschwitz, Mauthausen, Treblinka ricoperti di neve..

ricoperti di morti.

27 gennaio, giornata mondiale della memoria.

Dimenticare è impossibile per chi ha un cuore candido come questa – fottuta – neve.

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