O zucchina!

O zucchina,

che mi guardavi lasciva dal banco del supermercato,

distesa beata nel candido biancore del finocchio tra le rotondità della patata e la fallacità di tua cugina, quella abbronzata, la melanzana;

tu zucchina

così speranzosamente verde

da indurmi in sogni culinari

e così sfacciatamente lunga da farmi pregustare scorpacciate ipocaloriche,

O zucchina, dimmi:

perché dopo cotanto corteggiamento mi tradisci così?

Perché delle aspettative non mi resta che un sacchetto biodegradabile rotto

ora che ti ho qui nel mio piatto

e tutto sembri fuorché quel simbolo cazzuto di gloriose scorpacciate?

O zucchina,

che nel tegame mostrasti la tua vera natura di tubero senz’anima, più affine al geriatrico riproduttore piuttosto che al di Rocco arnese,

sappi che nonostante tu voglia mettermi il bastone tra le ruote della gastronomia,

io ho un sistema per trasformare la tua anima

da piombo in oro

con moderna alchimia

O zucchina

stai sicura che,

seppur fuori stagione, molle ed insapore,

sarà friggendoti

che come fenice

risorgerai dalle ceneri di Masterchef!

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